Soffrite d’insonnia? Da oggi ci pensa Internet
News, Varie — Scritto da Pietro Campanile (merovingio) il 8 giugno 2009 alle 19:24
Personalmente non credo di aver mai sofferto di insonnia, anzi più probabilmente sono affetto dall’esatto opposto, la letargia, il che può essere altrettanto irritante, ma solo per chi mi guarda dormire beatamente e prender sonno appena un secondo dopo aver chiuso gli occhi. Ma cari amici della notte buone notizie arrivano da uno studio americano. Pare infatti che negli States il problema sia molto sentito e secondo alcuni dati solo nel 2008 sono stati prescritti oltre 50 milioni di sonniferi e il 10% degli americani soffre di insonnia persistente (definita come la difficoltà di iniziare o mantenere il sonno). A tal proposito e tra lo sconcerto generale il giornale Sleep (e come poteva chiamarsi?:) suggerisce una sorprendente cura per combattere le notti in bianco: INTERNET. Pare infatti che i trattamenti web-based abbiano avuto risultati apprezzabili in diverse patologie quali bulimia, dipendenza dal fumo, depressione e insonnia. Se comparate con le classiche cure psicologiche o con i trattamenti medici le terapie online hanno dei costi molto più abbordabili oltre a essere molto più semplici. I recenti risultati confermano inoltre che le cure web-based funzionano davvero e Sleep non manca di farcelo notare. Secondo quanto rivelato dallo studio ben l’81% dei partecipanti a un corso online di 5 settimane per guarire dall’insonnia ha dichiarato di aver ottenuto dei benefici migliorando la qualità del sonno. La psicologa clinica Norah Vincent della University of Manitoba in Canada è una delle pioniere in questo campo. Basata sulle tecniche del comportamentismo la virtual therapy della dottoressa combina video, testo e audio per insegnare ai propri pazienti l’importanza di un buon sonno e come rilassare il corpo prima di andare a letto. Secondo Gregg Jacobs, specialista dell’insonnia all’Università del Massachusetts e sostenitore dell’approccio online, quest’ultimo avrebbe molto più effetto di quello in presenza perché non c’è la paura di confrontarsi con un’altra persona, né di vergognarsi della propria personalità. Ma come in tutto il creato anche qui c’è chi vi ha trovato il risvolto della medaglia. Il Dr Mostafavi, considerato uno dei guru del sonno in California, afferma che l’approccio virtuale può essere utile come sostegno all’educazione al sonno, ma non può sostituire una vera terapia con un esperto dal vivo che può sondare a fondo la vita del paziente e scoprire anche delle cause meno evidenti come ansia, Alzheimer, artrite e asma. La soluzione, secondo il Dr. Michael Sateia che svolge la sua attività in Libano, è nel capire chi può trarre beneficio da un approccio e chi da un altro. D’altronde la cura del sonno è ancora in uno stato larvale e per decenni abbiamo vissuto nella certezza che la terapia farmacologica fosse l’unica soluzione. Fortunatamente quella mentalità sta cambiando.
Chissà se i medici di questo studio hanno già pensato di fornire ai pazienti uno screensaver con delle pecore che saltano una staccionata, chessò sulle note di un pezzo di Debussy. Per quanto mi riguarda in caso di testa piena abbraccio la soluzione del buon vecchio Jack e stramazzo subito.. voi che soluzioni avete?
Autore: Pietro Campanile (merovingio)
Il cielo stellato sopra di me la legge morale dentro di me










3 commenti
Consigliano Internet e poi inventano qualche altra malattia tipo “dipendenza dal web”.. Non so per l’insonnia, ma pare strano per la deppressione, si sa che internet allontana dalla vita sociale reale..
Io sono connesso 12 ore al giorno, però ci lavoro.. Sarò malato..
Ciao LO, come diceva un vecchio motto latino: il veleno non sta nella sostanza, ma nella quantità
Mmh, bhe dici benissimo