Swine: Anche Internet è colpita dalla febbre suina
News — Scritto da Pietro Campanile (merovingio) il 29 aprile 2009 alle 19:07
Ebbene sì anche la Rete non è esente dalle infezioni e in questo caso non c’è antivirus che tenga. La notizia dell’ influenza suina ha ormai il controllo del web e si rigenera e rinvigorisce in maniera esponenziale (tant’è che anch’io ne sto parlando:). Questo massiccio e indiscriminato afflusso di informazioni non fa altro che ingorgare Internet di notizie difficilmente verificabili e piene di contraddizioni. Prontamente c’è già chi si è schierato contro il WWW che con le sue bufale crea panico e inutili ed eccessive apprensioni. Altri invece se la prendono con chi minimizza. Io me la prendo con tutti coloro che se la prendono
Sui blog e sui siti, come di consueto, si discute come avverrebbe in una piazza o in un bar e quindi i toni, più che ufficiali, sono quelli informali delle chiacchiere davanti all’edicola. Ma d’altronde è proprio la pluralità delle opinioni che ci piace: la possibilità di prendere posizione in relazione a tutta l’informazione e non solo a quella che passa per i mass media classici che solitamente prendono le parti del padrone. Bene, considerato tutto ciò, chi attacca la Rete forse non fa altro che spostare il centro dell’attenzione. Non sarebbe più giusto verificare chi per primo si è occupato della notizia, ovvero gli organi istituzionali, quelli cosiddetti ufficiali, analizzando con estrema cura il contesto e la causa degli eventuali decessi? La domanda è retorica. Sarà cinismo, ma il panorama sembra tutto un deja vu: sostituite il maiale raffreddato con una mucca isterica o con un pollo con gli occhi a mandarla e il gioco è fatto. SFOGO>>Dal 1997 al 2007 in tutto il mondo i morti per influenza aviaria sono stati ben 200. In 10 anni 200 morti in zone asiatiche dove si muore di fame, non vengono rispettate le minime norme igieniche e i controlli sanitari sono pressoché inesistenti. I produttori di farmaci alimentano l’allarme e vendono i loro vaccini in ogni parte del mondo. In Europa ci si affanna a comprare tutto il possibile per prevenire il disastro e nelle capitali del Vecchio Continente i vaccini vengono venduti dalle lobby farmaceutiche con prezzi che oscillano tra i 60 euro e i 400 euro a flacone giustificandosi riguardo alla possibilità che la medicina non funzioni così: il numero di casi di decessi e di persone infette da questo virus è così basso che non si possono effettuare esperimenti sull’uomo. Provate a rileggere e fatevi una risata.<<FINE SFOGO. L’argomento è stuzzicante e probabilmente meriterebbe più spazio, ma noi qui ci occupiamo di divulgazione informatica e lasciamo che dei risvolti economici e politici di tali manovre se ne occupino gli iscritti all’albo dei giornalisti.. Per quanto ci riguarda pare che una nuova star sia nata in Rete. Il suo nome è Henry Niman, un ricercatore di Pittsburgh che è diventato una cyber celebrità dopo aver pubblicato una mappa di Google che traccia l’evolversi della febbre suina. Con il viola sono segnalati i casi accertati o probabili, con il rosa quelli sospetti, con il giallo le smentite e infine ci sono i decessi (nessuno?). La mappa è stata pubblicata il 21 aprile scorso e nel solo giro di una settimana ha fatto registrare numeri record come 167,103 visualizzazioni, 5 stelle, 1403 voti, 1797 commenti. Per visualizzare la mappa cliccate qui!
Infine, spero di avervi allarmati almeno un po’ e che perlomeno abbiate annullato il vostro volo per New York o meglio ancora per Città del Messico. Lo ammetto quest’estate vorrei andare a Cancun e aspetto che i prezzi dei pacchetti scendano..
Autore: Pietro Campanile (merovingio)
Il cielo stellato sopra di me la legge morale dentro di me








