Lezioni di Joomla! Cap. 1: Ti prego dimmi di più! Ok, ti racconterò una storia..
Joomla — Scritto da Pietro Campanile (merovingio) il 23 febbraio 2009 alle 00:01
L’ultima volta ci siamo lasciati con una parola (OS WCMS) che sono certo a molti è potuta apparire una bestemmia tecnologica, ad altri l’inizio di un codice fiscale mentre ai più il testo di un SMS. La cruda realtà è che trattasi di un terribile acronimo web 2.0. Sono molto preoccupato per l’inondazione di sigle che arriva con ogni nuova tecnologia: praticamente ogni giorno. Ha sempre più l’aria di un’involuzione del linguaggio: i greci aggiunsero le vocali all’alfabeto fenicio noi gradualmente le togliamo. La lingua universale non sarà l’inglese, ma molto più probabilmente il barese. Chiusa la parentesi sociolinguistica, OS WCMS sta Open Source Web Content Management System, ovvero Joomla! fa parte di un gruppo di CMS con sorgente aperta e amministrabili con un’interfaccia web. Tutto qui? Ok vi dico di più! Joomla! è anche:
- Upload dei file direttamente dall’amministrazione
- Compatibilità con lo standard RSS
- URL ottimizzati per i motori di ricerca
- Gestione Banner
- Supporto di diverse lingue sia per il FrontEnd che per il BackEnd
- Semplice installazione delle estensioni (gallerie fotografiche, calendari, forum, etc.)
- Gestione utenti
- Editor per i contenuti
- Sistema di classificazione dei contenuti
Tanta roba e anche di una certa qualità. Ma come tutti noi anche Joomla! non è “nata già imparata”. La sua storia comincia ben 7 anni fa e non manca di colpi di scena. La prima release del CMS infatti fu annunciata il 16 settembre del 2005, ma altro non era che il clone e il proseguimento di un progetto chiamato Mambo (che sfiga: se avessero lasciato quel nome le mie si sarebbero chiamate Lezioni di Mambo!
), nella fattispecie di Mambo 4.5.2.3 combinato con una certa quantità di patch di sicurezza. Ebbene sì, anche i ragazzi dell’open source litigano, e Joomla! è in questo caso il figlio della discordia. Racconto la breve, anzi brevissima storia, come testimone oculare di quegli intensi e confusi giorni in cui l’australiana Miro Corporation, proprietaria di Mambo sin dal 2001, entrò in attrito con il team di sviluppatori volontari. Era l’estate del 2005 e per molti ragazzi come me era nata già da tempo una vera e propria passione per Mambo. Si spippolava allegramente e alacremente completamenti immersi nel flow scatenato dal nuovo concetto di CMS e dalla nuove possibilità che si aprivano nella costruzione dei siti web. Ma la quiete non sarebbe durata molto e il 17 agosto arrivò il classico fulmine a ciel sereno: i due gruppi, la Miro e il team di sviluppo, si erano inspiegabilmente separati. Da quel momento l’unica cosa certa fu il caos! Il sottoscritto e molti altri entusiasti, rimasti orfani da un giorno all’altro, era in completo stato di shock e nonostante se ne parlasse tanto nei forum tematici (esclusivamente in inglese) non si veniva mai a capo di nulla. Che diamine era successo? Il sogno di Mambo sembrava terminato. Le cose parvero più o meno chiare solo diverso tempo dopo. Pare che la Miro, infatti, avesse dato vita in quei giorni ad una fondazione no profit con lo scopo di finanziare il progetto open source e contemporaneamente tutelarsi da problemi legali. Il team di sviluppo in conseguenza di ciò aveva accusato la Miro di non essere stato interpellato e che le nuove clausole introdotte violavano i valori dell’Open Source. Fu così che nacque il sito OpenSourceMatters, dove si tentò di mettere ordine all’entropia di notizie che viaggiavano in Rete e riprendere il dialogo con gli utenti, gli sviluppatori, i web designers e con la comunità più in generale. Questo evento innescò profonde riflessioni nella community riguardo ciò che poteva costituire il concetto stesso di Open Source. Anche in questo caso l’inglese aveva fatto una strage di italiani che, a parte pochi valorosi, parteciperanno solo marginalmente ai grandi cambiamenti di quel periodo. Il giorno 1 settembre 2005 il nuovo nome del progetto. Joomla!, fu annunciato a più di 3000 sostenitori. Nato da un fork di Mambo piccolo, brutto e nero, Joomla! acquistò sempre più una sua identità, forza e autonomia e naturalmente vissero tutti felici e contenti.. Dal 2005, infatti, il progetto è vincitore di numerosi premi internazionali tra cui:
* 2005 Best Linux / Open Source Project
* 2006 Open Source Content Management System Award
* 2006 Best Linux / Open Source Project
* 2007 Best PHP Open Source Content Management System
Ma Joomla! oltre ad essere una grande famiglia è soprattutto una grande casa. Il perché di questa affermazione nella prossima lezione
Autore: Pietro Campanile (merovingio)
Il cielo stellato sopra di me la legge morale dentro di me









2 commenti
E la prossima lezione!? mi hai lasciato col fiato a metà…
Ecco cosa dovevo fare!